Temi globali

Tempo di bilanci dopo le elezioni nei Paesi Bassi: dato più importante, la forte mobilitazione degli elettori olandesi il cui tasso di partecipazione ha superato l’80%. Altro punto importante degno di nota è il risultato dei due partiti pro-europei: il partito ecologista Green Left registra la progressione più forte rispetto il 2012 (14 seggi contro 4) mentre il partito democratico D66 si accredita 19 seggi (terza rappresentanza alla pari con il partito Democratico Cristiano). Il partito di estrema destra PVV del leader Geert Wilders, favorito a metà febbraio, si accredita 20 seggi arrivando secondo mentre il partito liberale VVD del premier uscente Mark Rutte ha sì vinto, mantenendo il primato e 33 eletti, ma è calato in seggi (-8) e percentuali di consenso. Sotto questa luce, il punteggio ottenuto dal partito di estrema destra si dimostra molto più debole di quello che si temeva e suggerisce che nonostante l'aumento di una protesta e di un sentimento populista in tutto il mondo (elezione del 'Brexit' e Donald Trump sono esempi concreti), può in definitiva essere sconfitto alle urne. Si tratta dunque di un segnale inviato ai mercati finanziari di buon auspicio prima delle elezioni francesi in programma per la prossima primavera.

Il calo delle scorte USA, il primo dopo le ultime nove in aumento, riportano al rialzo le quotazioni petolifere. Ridotti dunque i timori di un possibile eccesso di offerta mondiale, Brent a 51.6 e WTI a 48.67.

CNH

Trainato dal rafforzamento corrente dell’euro (post BCE ed elezioni nei Paesi Bassi), l’euro irrompe la soglia ¥7,41 per la prima volta nell’anno. Rialzo attuale di circa 2,5%. L’ultimo picco registrato lo scorso dicembre a quota  ¥7,4207.

USD

I risultati offerti dalle elezioni parlamentari nei Paesi Bassi stimolano i mercati finanziari rinnovando l’interesse degli investitori contro un euro più forte. Segnale importante dunque dalle elezioni olandesi che scacciano la minaccia del populismo sorta nell’ultimo periodo. Recupero in serara dell’euro che balza in area 1.0750 dopo le parole del membro della BCE Nowotny che preannuncia un possibile intervento della banca centrale sui tassi di deposito prima dell’aumento del tasso di rifinanziamento. Eurodollaro in forte spinta rialzista dopo una prima fase di correzione dovuta all’intervento della FED che conferma altri due incrementi dei tassi nel corso dell’anno. Sul fronte US, prima pubblicazione del bilancio nel quale si evince un forte incremento, non a sorpresa, della spesa nel settore della difesa e protezione frontiere.

GBP

La BOE mantiene la sua politica monetaria invariata e per la prima volta dallo scorso luglio con una votazione non assoluta (8 contro 1). Il voto non unanime da parte della Banca d'Inghilterra ha sorpreso i mercati e ha innescato un piccolo rimbalzo per il pound. Rimbalzo temporaneo con i mercati che si interrogano sulla capacità effettiva della Banca d'Inghilterra sul rialzo dei tassi di interesse, accompagnato dai recenti segnali di rallentamento nell'economia del Regno Unito. Theresa May ha respinto l'idea di un referendum per l'indipendenza scozzese nei prossimi due anni. Secondo il primo ministro britannico, "questo non è il momento". Le attuali incertezze che circondano il 'Brexit' pesano ancora sulla sterlina!

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