Temi globali

Nella scorsa giornata: il presidente Americano mostra la sua preferenza per un dollaro più debole, la Bank of Canada mantiene i tassi invariati, mentre in UK i dati mostrano un rallentamento nella crescita dei salari. Il rand si normalizza a livelli inferiori pregressi con il nuovo ministro delle finanze che rassicura i mercati.

USD

Dopo un periodo di bassa volatiilità i mercati reagiscono alle dichiarazione del presidente USA con uno scivolone dell’eurodollaro. Le parole del neoeletto intervistato dal Wall Street Journal, volte ad accusare le altre economie maggiori  (Giappone, Cina e Germania) di manipolare le rispettive divise, hanno riportato l’eurodollaro ai livelli dell’1,0650. A differenza dei suoi predecessori che non hanno mai espresso opinioni riguardo l’ambito FX e tassi di interesse, lasciando il tutto in mano alla FED, il nuovo presidente ha mostrato interesse e dichiarato di vedere il dollaro troppo forte a danno delle esportazioni e di essere favorevole ad un livello dei tassi di interesse basso.  

GBP

I dati di ieri sul mercato del lavoro nel Regno Unito hanno mostrato, come previsto, un tasso di disocccupazione rimasto fondamentalmente stabile al 4.7% ed una crescita dei salari al 2.2% che, sebbene in diminuzione rispetto a gennaio (2.3%), è stata sicuramente migliore rispetto a quanto il mercato si aspettasse (2.1%). In questo contesto resta una forte speculazione su un possibile rialzo dei tassi di interesse già verso la fine del 2017 sostenendo il rafforzamento della sterlina che si muove ai massimi delle ultime settimane.

CHF

Dopo la caduta dei valori dell’EURCHF nelle ultime sessioni, rimbalzo nel corso della seduta Americana trascinato dalle parole del presidente USA e la sua posizione contro un dollaro troppo forte. Il rimbalzo non é destinato a continuare e i rischi derivanti dalle elezioni francesi costituiscono al momento il problema principale per la divisa unica.

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